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domenica, 06 luglio 2008

il cavallo e il fiammiferaio

un cavallo impazzito
con gli occhi color neve
scorrazza senza redini
nel paesello fantasma

un fiammiferaio tormentato
con gli occhi color pece
si aggira tremolante
col volto di un fantasma

il fiammiferaio tremolante
intravede in quell’equino
la mia fervida immaginazione
dal tepore allucinato

nel fiammiferaio tremolante
intravede quell’equino
il mio ego deturpato
dal tepore allucinato

il fiammiferaio sfiancato
dal cavallo impazzito
il fiammiferario travolto
dal cavallo impazzito
che avvolto tra le nebbie
in un piccolo fienile
inquieto si ripara

il fiammiferaio in lontananza
scorge il piccolo fienile
sfrega sette zolfanelli
ed oltre la fiammella
vede paglia e segatura
un ghigno in lui trasale

il fiammiferaio
si sente un incendiario
getta gli ultimi fiammiferi
tra i covoni secchi e tiepidi
alzando fiamme al cielo
a bruciare il paesello
di cui lui ora è il menestrello

postato da: lemuri alle ore 10:00 | link | commenti (3)
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sabato, 21 giugno 2008

pezza grezza

la mia pelle è pezza grezza…
il mio corpo è pezza grezza…
io sono un pupazzo di pezza grezza e volgare riposto e abbandonato al confino astratto...
nuoto per raggiungere la riva, là c'è qualcuno che mi aspetta...
continuo a nuotare…
continuo a nuotare…

senza fretta mi sfaldo nell’oceano…
in milioni di pezzi di pezza grezza si scompone il mio corpo di pupazzo…
ad uno ad uno essi annegano dimenticati, pensieri dispersi in remoti spazi irraggiungibili...
pupazzo a pezzi decomposto fluttuo…
ma continuo a nuotare…
continuo a nuotare…
e confuso e stremato sfioro e mi addentro nelle viscere di una spiaggia sconfinata...

sono solo un pugno di pezza ormai…di me resta una minuta mano di pezza strappata e inumidita…
mi guardo attorno...ma lei non c'è...non c'è nessuno...
vedo solo i frammenti di un ignoto cuore infranto che tento di consolare...
ma lei non c'è..non c'è nessuno...
mi addormento esausto...

in una mano dall'invisibile braccio mi ritrovo al risveglio...
quell'estremità è così notturna e sapiente...
stringi forte la mia mano ti prego! fammi sentire pelle viva e non più tela morta!

un ultimo bacio mi concede prima che un soffio mi sospinga lontano, là dove un pallido sarto  ricama su di me sogni ormai perduti tra le paludi del tempo…

 

postato da: lemuri alle ore 13:29 | link | commenti (1)
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domenica, 15 giugno 2008

ala n. 7

in quel tal solito orrido locale ho rivissuto vecchie sensazioni allucinatorie con attrici non protagoniste la noia, un ammasso di corpi umani deleteri e deretani contorti in danze, i miei occhi sbarrati e smarriti a fissare quell’ammasso di corpi, le voci provenienti da quell’ammasso di corpi, il senso di paranoica solitudine alimentato da quelle voci lontane la cui eco rimbombava provocando in me una fastidiosa otite, le mie urla silenziose e inascoltate che invano tentavano di coprire quelle voci lagnanti...

ho richiuso gli occhi rassegnato ad essere straziato dall’indicibile tormento e riaprendoli, senza muovere un passo, mi ritrovo nell’ala n. 7 di un museo avvolto da foschie perpetue, proibita induzione al sogno tappezzata di suggestioni eternamente immortali….

cammino solitario su un pavimento ondulato di fine cristallo…mi seduce l’immobilità del silenzio, nell’aria momentaneo si estende uno sconosciuto requiem, ovunque statue degenerate di adulti e stempiati contorti in cumuli di spregevoli istantanee di perversione senza tempo…statue di donne nude e semi nude, statue di donne che calpestano uomini, statue di eroi solitari dimenticati dal tempo, grovigli di statue attorcigliate tra loro si divorano in balia di vizi primordiali e licantropici…mi avvicino a una di quelle statue, la sfioro e la sento così fredda…vorrei scaldarla, ma io stesso sono freddo e mi rammarico di non poterla aiutare…la lecco e ne gusto quell’intimo sapore di gesso che si posa sulla mia lingua, le sfioro il seno e vengo inondato da una linfa che avidamente risucchio...mi immergo tra i perversi silenzi di un gruppo di statue di satiri e ninfomani e fisso il soffitto dal quale cola quell’infuso al sapore di nebbia disciolta che lava il mio corpo risvegliando fantasie da tempo sopite…

lei si avvicina lentamente con divino portamento camminando su un tappeto di corpi pietrificati, ignudi e immobili…addosso ha il profumo della notte che non tramonta mai…ogni suo passo è una sinfonia dove mi perdo e a nulla più serve il filo d’arianna ormai in cenere che tenevo tra le mani…perfetta è la simbiosi tra l’aria che si respira e quel corpo generato dalla notte e plasmato dalle urla di sculture frantumate sotto il peso dei suoi tacchi… statico sotto di lei assisto all’annientamento dei miei ultimi istinti ribelli….la vorrei sfiorare ma le mie mani sono legate da una fune invisibile generata della mia immaginazione...  si siede sulla mia faccia e alza la testa al cielo, il fluido le bagna il viso lisciando la sua pelle, le sue gambe si stringono attorno alla mia testa, mi sento prigioniero di una  perdizione illimitata…si alza, i lunghi capelli le coprono il viso, mi involo verso lei con ali spezzate, occhi allucinati, pensieri deviati, ma un colpo di frusta frena l’ingordigia incontrollata che brucia dentro di me…crollo tra le statue aggrovigliate mandando in frantumi i loro rituali orgiastici…un piede avvolto in uno stivale in pelle nera si appoggia sul mio basso ventre premendo con rovinosa foga…urlo angoscia al mondo disinteressato, urlo angoscia a lei a cui imploro di lasciare un'indelebile impronta sulle tracce di dolore che imperversano in quel luogo senza gravità……un sorriso e tre passi su di me, poi più nulla, altri due passi, due lance a spillo sprofondano nel mio petto, lei è fissa sopra di me, cosa darei per conoscere i suoi pensieri, ma non posso far altro che ammirare quel corpo che non sfioro per timore di contaminarlo con la mia vergogna…accende una sigaretta, della pioggia di cenere cade su di me mescolata tra gocce di lacrime amare…poi scende dal mio corpo e senza più degnarmi di uno sguardo si allontana dietro a una porta di cobalto…non sento più i suoi passi, ora sento solo i passi della solitudine…

postato da: lemuri alle ore 11:18 | link | commenti (1)
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sabato, 14 giugno 2008

la partita a scacchi

impalato su una sedia fisso la scacchiera incastonata nel mezzo di una discarica post atomica tra carcasse di bambole di legno dagli occhi cavati, odore di uranio, televisori sintonizzati su canali inesistenti, radio silenziose e perse…odo solo i versi di gabbiani radioattivi e il lento rosicare di termiti grandi come ratti che divorano il legno della sedia traballante da cui fisso la scacchiera…il mio corpo è la discarica post atomica, marchiato da 97 punture bruciate di sigaretta…

siamo solo io e io, il mio ego alienato contro l’alienato ego mio…ogni mia pecca, ogni mia paranoia, ogni mia ossessione, materialiazzata di fronte a me…mi ero immaginato ma non mi ero mai visto e non mi ero mai parlato…uno sciatto mantello indosso, un viso pallido, sguardo allucinato, pelle stanca…sono terrorizzato dal vuoto gorgo che le mie spalle riescono a coprire solo in parte, ma non posso fare a meno di fissare i miei occhi vitrei che ho cercato e respinto, trovato e respinto…
io voglio sottomettermi…io voglio liberarmi….

gioco magistralmente con pedine di colore nero…mi restano solo 5 pedine bianche…un alfiere di sodoma, si muove con gambe divaricate che poco si addicono a un combattente all’ultima ora, una torre dimezzata, mortificata dalla consapevolezza di essere una inutile e instabile torre dalla cui cima nulla più si vede se non i resti di 11 bianche pedine aventi le sembianze di fantocci umani traditori abbandonatisi al nemico, un cavallo con l’irruenza di un leone ferito a cui sono incatenato e che orina con disprezzo contro la cieca torre dimezzata, un re inetto sconsacrato e senza scettro in attesa della ghigliottina e la regina di cui vedo solo i lunghi capelli biondi scendere sulle spalle….

cade l’alfiere…cade la torre…cade la 98esima sigaretta sul mio corpo martoriato… cade il fiato gelido della mia ombra sul mio collo soffocato dagli stenti…sono rassegnato al grottesco sacrificio…sento la sedia sgretolarsi divorata dalle termiti giganti e cado in terra battendo il capo…tramortito dall’ansia ho solo il tempo di vedere il salto del cavallo con in groppa la regina…mi scavalca come un ostacolo insignificante su un cammino inarrestabile e vengo trascinato incatenato lontano attraverso uno sterminato viale alberato…la regina si volta, getta la 99esima sigaretta, mi fissa….ha lo stesso sguardo vigoroso e ipnotico del mio alter ego…ma lei è il principio che dalla fine mi trascina via lasciando la mia precaria esistenza nell’attesa dell’ultima mossa, rinviata, ma solo per poco…

postato da: lemuri alle ore 21:41 | link | commenti
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sabato, 07 giugno 2008

la biglia

biglia impazzita
rotola internata
nella fabbrica malata

si muove tra i lamenti
di macchinari decadenti
e tra le urla impazienti
di operai malcontenti

frantuma una vetrata
supera la grata
cade in un fossato
profondo e desolato

sola la biglia
nella scura fanghiglia
la vede un viandante
la crede un diamante

con rabbia lanciata
ben oltre la grata
la biglia ferita
rotea impazzita
prigioniera internata
nella fabbrica malata

postato da: lemuri alle ore 13:13 | link | commenti (1)
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lunedì, 02 giugno 2008

i demoni del prato turchese

una foresta dai remoti peccati…dinanzi a me piante immense perforano il cielo plumbeo, dietro di me un enorme baratro…ho come la sensazione di essere ai confini dell’universo… guardo nel baratro e sento solo l’odore dell’eternità mescolato ai lamenti sinistri di chi è calpestato dal nefasto peso della perdizione… mi addentro nella foresta, c’è un intenso profumo di muschio, diventa sempre più forte…mi abbandono assuefatto a quell’aroma, perso in una foschia funesta…cado a terra e comincio a sospirare, a godere, eccitato da quel sapore mistico…mi contorco dal piacere, sono il saturo emblema di una euforia celeste… quell’esplosione dei sensi si abbatte sulla purezza incontaminata di quella foresta millenaria ungendola del mio sudore carnale…perso mi ritrovo nel cuore della foresta, in un prato dall’erba color turchese circondato da filo spinato fatto con gli artigli di draghi metropolitani… ammiro dinanzi a me un branco di triceratopi con tre zampe…odo il loro risveglio, odo il ridestarsi dei demoni interrati in quel prato turchese, odo il traboccare di un’estasi degenerata….i triceratopi si scagliano su di me schiacciando il mio corpo impuro, urlo dal dolore come non ho mai osato fare…i demoni del prato turchese sniffano i miei gemiti contorti portando il loro orgasmo ai limiti estremi del baratro dell’eternità…il filo spinato mi avvolge, mi intrappola, le sue spine penetrano la mia carne, entrano in profondità dentro di me congiungendosi carnalmente con il mio dolore… sono sfinito…i miei occhi si chiudono con la consapevolezza che non si apriranno mai più…

ma li vedo riaprirsi in una piccola radura bagnata da una flebile pioggia turchese… triceratopi nani, filo senza spine, è tutto così quieto qui, mi sento al centro dell’universo, dove tutto ha inizio e dove nulla ha fine…finalmente appartengo all’eternità, per sempre…

postato da: lemuri alle ore 15:17 | link | commenti (2)
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domenica, 01 giugno 2008

pupazzo

danzo tra le tenebre
con occhio terso e funebre
mangio un cereale
in compagnia di un gran maiale
mi imbratto di desolazione
miro il fondo di un burrone
mi tramuto in un pupazzo
cado veloce come un razzo
abbandonato senza ardore
vorrei solo spegnermi altrove

postato da: lemuri alle ore 20:31 | link | commenti
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domenica, 21 ottobre 2007

il piccolo fiammiferaio

il piccolo fiammiferaio
ricoperto di stracci
si aggira nel paesello
coi piedi nudi
immersi nella neve
che dal cielo scende
in una notte di inverno

il piccolo fiammiferaio
tra le mani tiene strette
sei scatole di fiammiferi
che vendere lui deve
per non essere picchiato
dal brutale genitore
che ubriaco lui attende

il piccolo fiammiferaio
infreddolito lì si accascia
accanto alle mura di una casa
di mattoni costruita
sente freddo tanto freddo
ma a casa non può tornare
senza soldi e senza pane

il piccolo fiammiferaio
nella strada deserta
senza umani e senza cani
alza lo sguardo al cielo
chiedendo invano ad una stella
di comprare una sua scatola
di fiammiferi ghiacciati

il piccolo fiammiferaio
trema surgelato
per scaldarsi lui si sfrega
un fiammifero sul muro
il cui calore gli ricorda
l'abbraccio della nonna
ormai lontana tra le stelle

il piccolo fiammiferaio
col fuoco del cerino
vede un uomo grande e grosso
percuotere la moglie
con un bastone da passeggio
un colpo dopo l'altro
ovunque il sangue schizza

il piccolo fiammiferaio
sfrega altri zolfanelli
ed oltre la fiammella
vede un albero insecchito
con palline arrugginite
e una stellina senza luce
in una stanza buia e tetra

il piccolo fiammiferaio
scorge un piccolo fienile
sfrega sette zolfanelli
ed oltre la fiammella
vede paglia e segatura
un ghigno in lui trasale
finchè il fuoco non si smorza

il piccolo fiammiferaio
sfrega altri zolfanelli
ora il fienile è grande e immenso

il piccolo fiammiferaio
si sente un incendiario
getta gli ultimi fiammiferi
tra i covoni secchi e tiepidi
si alzan fiamme al cielo
a bruciare il paesello
di cui lui ora è il menestrello
postato da: lemuri alle ore 22:42 | link | commenti (4)
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domenica, 07 ottobre 2007

delirium

perdurante assenza ripetuta nel tempo sulla quale esonda l'aroma di assenzio generato da tenebre oscurate nelle tenebre...passo dall'alba al tramonto in un solo batter di ciglia....l'ultimo batter di ciglia prima che il mio sguardo si inabissi nel vuoto tribalico di un lago ghacciato....rullano i tamburi in fondo al lago, danzano i pesci di ghiaccio ritmati dai latrati dei miei sensi condannati a a infrangersi contro muri di lamento...essi vogliono solo godere, essi vogliono solo vaneggiare, essi vogliono solo perdersi per non ritrovarsi...
sguardo accecato prigioniero di ghiacci perenni osserva l'ego mio nudo e  lontano condannato a portare solo i panni della depravazione...sguardo impotente e incatenato osserva il mio corpo ignudo e inginocchiato ai piedi del lago ghiacciato...un brivido taglia in due la mia schiena...il tacco incoronato di lucidi stivali salta sulla mia schiena affondando nella pelle arrossata, forata, dalla quale fuoriescono fumi di dolore che la regina inspira traendo deliri di piacere da quella sofferenza fumante...
danza tribale sul mio corpo animale...io sono la vittima sacrificale...unghie di metallo trapassano le mie spalle sollevandomi il capo al cielo nero, capelli profumati discendono sul mio viso, così delicati, così lisci, così mortali...come serpenti affamati si aggrovigliano attorno al mio collo stringendomi forte a loro...spire di seta divorano l'aria facendomi urlare...urla di pietà violentate non trovano ascolto finchè il corpo ignudo sviene a terra affondando nella nebbia di quei luoghi ai confini del nulla....
mi risveglia il profumo scuoiante di pelle di stivale...mi sfiora le labbra e io comincio a leccare...lecco ininterrotto, lecco dominato, lecco calpestato...lo faccio per lei...perchè non smetta mai di fumarmi...
vorrei vedere, ma non mi è permesso....i miei bulbi oculari rimbalzano lontani spinti dalla eco delle mie urla crepuscolari...
continuo a leccare...smettere sarebbe un affronto...smettere sarebbe come svanire in una lacrima in cui annegare senza ritorno....ma esausto, in un impercettibile istante la lingua cessa quel suo movimento costante...schiaffi di disapprovazione straripano sul mio corpo in ogni capo e in ogni dove e si alternano a frustate che lasciano solchi di lingue di fuoco rovente...urla nel deserto si innalzano al cielo nero...ma non c' più voce per urlare, solo ferite irrimarginabili....
legato, trascinato altrove...
vorrei vedere, ma non posso...il mio sguardo è perso oltre gli abissi di un lago ghiacciato riflesso negli occhi di quella regina dal volto nascosto da tenebre profumate d'assenzio....
postato da: lemuri alle ore 20:00 | link | commenti
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giovedì, 27 settembre 2007

arlecchino nero

sogna
impalata
la fogna
affogata
nella gogna
urlata

meschino
fendente
inchino
la mente
d'arlecchino
gemente

postato da: lemuri alle ore 00:25 | link | commenti (3)
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